Un musicista porta lo Steam Frame sotto i riflettori
Immaginate di trovarvi a un concerto rock per festeggiare Halloween e di notare qualcosa di insolito: il bassista sul palco non indossa solo il suo strumento, ma un visore VR all'avanguardia. È esattamente quanto accaduto durante una recente esibizione live, dove un utente Reddit noto come midtech ha deciso di trasformare il suo spettacolo in un esperimento tecnologico indossando uno Steam Frame per l'intera durata del concerto.
Tecnologia e performance: come ha funzionato?
L'esibizione, durata ben 45 minuti, ha visto il musicista gestire lo streaming e la registrazione del brano Them Changes di Thundercat senza troppi intoppi. Grazie all'aggiunta di una Arcturus Vision Camera per il passthrough a colori, il bassista è riuscito a vedere chiaramente i tasti dello strumento, nonostante abbia ammesso di aver dovuto inclinare spesso la testa verso il basso. Per alimentare il dispositivo, midtech ha utilizzato un power bank nascosto in tasca, mantenendo il visore impostato su una frequenza di aggiornamento di 144 Hz per garantire una fluidità ottimale durante la ripresa. Curiosamente, nonostante l'aspetto futuristico e quasi da Daft Punk, il musicista ha dichiarato che solo una persona tra il pubblico gli ha chiesto informazioni sul visore, probabilmente distratta dall'atmosfera carnevalesca di Halloween.
I vantaggi di suonare con la realtà aumentata
Oltre all'effetto scenico, l'esperimento ha sollevato punti interessanti per il futuro dei musicisti live. Il bassista ha sottolineato come indossare il visore sia stato sorprendentemente confortevole e leggero, aprendo la porta a possibilità inedite. Tra le idee più promettenti, spicca la possibilità di visualizzare spartiti, testi o tablature direttamente nel campo visivo, eliminando per sempre il rischio di far cadere tablet o leggii durante le performance più concitate. Sebbene il calore generato dal dispositivo resti un fattore da monitorare, l'esperienza offre una prospettiva spaziale unica per rivivere i propri concerti.
Sebbene sia improbabile che indossare visori VR diventi la norma nei club di tutto il mondo a causa dei limiti di autonomia delle batterie e dell'ingombro, questa curiosa trovata rimane un esempio affascinante di come la tecnologia possa fondersi con l'arte. Sarà interessante vedere se, in futuro, altri artisti decideranno di adottare soluzioni simili per offrire ai fan punti di vista inediti. Per ora, ci resta il ricordo di un bassista che ha saputo unire la passione per la musica con la curiosità per l'innovazione digitale, regalandoci una performance davvero memorabile.