Il panorama videoludico è stato scosso da una decisione inaspettata: Celeste e TowerFall, due delle produzioni indipendenti più iconiche dell'ultimo decennio, sono state rimosse dallo store ufficiale di Xbox. La mente dietro questi capolavori, Maddy Thorson, ha confermato ufficialmente che l'addio alla piattaforma di Microsoft è una scelta deliberata e politica.

Una presa di posizione netta

La rimozione non è dovuta a problemi tecnici o scadenze di licenza, bensì a una precisa scelta etica. Thorson ha spiegato, attraverso i propri canali social, di aver deciso di aderire al movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions). Si tratta di una campagna guidata dalla società civile palestinese che mira a esercitare pressioni economiche su aziende che intrattengono rapporti commerciali o investimenti con il governo israeliano. Il team di sviluppo ha scelto di non essere più parte dell'offerta commerciale di Microsoft, identificando il colosso di Redmond come un obiettivo prioritario del boicottaggio a causa del suo coinvolgimento nel contesto del conflitto in corso.

Un trend crescente tra gli sviluppatori indie

Questa mossa non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un dibattito sempre più acceso all'interno della comunità degli sviluppatori indipendenti. Già durante lo scorso autunno, il team di House House, celebre per il successo di Untitled Goose Game, aveva annunciato che il loro prossimo progetto, Big Walk, non sarebbe approdato su Xbox per le medesime ragioni etiche. Gli sviluppatori hanno incoraggiato i fan a informarsi sulle dinamiche del movimento BDS e a comprendere le motivazioni dietro questa scelta, che mira a utilizzare la visibilità del mondo gaming per sollevare questioni di giustizia sociale e politica globale.

Cosa cambia per i giocatori

È importante sottolineare che, nonostante l'addio all'ecosistema Xbox, Celeste e TowerFall restano regolarmente in vendita e pienamente fruibili su altre piattaforme. I giocatori possono continuare ad acquistare e giocare ai titoli su:

  • PC (tramite Steam, Epic Games Store e altre piattaforme digitali)
  • Nintendo Switch
  • PlayStation 4 e PlayStation 5

La decisione di Maddy Thorson segna un momento di profonda riflessione su come l'industria videoludica interagisca con le grandi corporazioni globali. Resta da vedere se questa tendenza influenzerà ulteriormente le strategie di pubblicazione di altri studi indipendenti nei prossimi mesi, mentre il dibattito su etica e commercio continua a dividere e interrogare la community dei videogiocatori di tutto il mondo.