Un omaggio funebre per le leggende del gaming
Il malumore della community videoludica nei confronti di Electronic Arts ha raggiunto il culmine in questo Halloween, trasformandosi in una protesta visiva tanto creativa quanto struggente. Un fan, stanco delle continue chiusure di studi storici da parte del colosso americano, ha deciso di allestire un vero e proprio cimitero commemorativo proprio davanti agli uffici di EA. Al centro delle polemiche c'è la recente sorte di BioWare, lo studio autore di capolavori immortali come la trilogia di Mass Effect e Dragon Age, la cui chiusura ha ferito profondamente milioni di appassionati.
Non solo BioWare: il lutto per un'epoca d'oro
Il cimitero non è dedicato esclusivamente a BioWare, ma funge da monumento funebre per tutti gli studi che hanno contribuito a scrivere la storia dei videogiochi, per poi essere smantellati da EA. Tra le lapidi, realizzate con cura e riportanti loghi e date di attività, si leggono nomi che hanno fatto sognare intere generazioni:
- Bullfrog (Dungeon Keeper, Theme Park)
- Pandemic (Star Wars: Battlefront)
- Visceral Games (Dead Space)
- Westwood (Command & Conquer)
- Origin (Ultima)
- Maxis (SimCity, Spore)
La lapide di BioWare, in particolare, porta incisa una delle citazioni più iconiche di Mordin Solus in Mass Effect 3: "It had to be Me. Someone else might have gotten it wrong." Un messaggio potente, che sottolinea l'irripetibile eredità creativa di uno studio che ha ridefinito il genere RPG moderno.
Una voce collettiva che risuona nel mondo
Questa installazione di Halloween è solo l'ultimo tassello di una mobilitazione globale. Dalle scritte "Save Mass Effect" comparse sui muri di Madrid, fino al cartellone pubblicitario acquistato dai fan a Times Square per chiedere a gran voce la salvezza dei titoli EA, la community sta dimostrando una coesione senza precedenti. Nonostante il silenzio glaciale di Electronic Arts, che sembra ormai orientata a privilegiare i franchise più sicuri come Star Wars, la passione dei videogiocatori resta un segnale inequivocabile. Vedere la community unirsi per difendere il valore artistico e la memoria storica del medium è, a suo modo, una vittoria che va oltre le fredde logiche di mercato. La battaglia per preservare l'anima dei nostri studi preferiti è appena cominciata e la voce dei fan, ovunque nel mondo, continua a farsi sentire con forza e determinazione.