Un errore di valutazione che scuote la community
Il weekend di Halloween si è trasformato in un incubo di pubbliche relazioni per Behaviour Interactive. La nota software house, responsabile del celebre horror multiplayer Dead by Daylight, si è ritrovata al centro di una violenta tempesta mediatica dopo aver fornito supporto ufficiale allo streamer TheBurntPeanut. La scelta di omaggiare il creatore di contenuti con l'intero catalogo di personaggi del gioco ha scatenato l'indignazione di una vasta fetta di fan, che da anni considerano il titolo un porto sicuro per la diversità e l'inclusività.
Le ragioni della protesta e le accuse di "privilegio"
Il malcontento non è nato solo dalla decisione di regalare contenuti a uno streamer, ma dalla figura controversa di TheBurntPeanut, noto per comportamenti in passato considerati offensivi e tossici da gran parte della community. Molti giocatori storici hanno interpretato questo gesto come un tradimento dei valori progressisti promossi dallo studio, lamentando il fatto che, mentre creatori di contenuti devoti e positivi attendono ancora un riconoscimento ufficiale, la produzione abbia scelto di puntare su una personalità divisiva.
La situazione è degenerata quando sono emersi presunti screenshot in cui membri dello staff di Behaviour sembravano incoraggiare lo streamer nonostante le critiche crescenti, alimentando ulteriormente il fuoco delle polemiche e spingendo diversi utenti storici a disinstallare il gioco in segno di protesta.
La risposta ufficiale di Behaviour Interactive
Di fronte all'esplosione del caso, Behaviour ha pubblicato una nota ufficiale attraverso il profilo DbD Pulse, ammettendo le proprie responsabilità:
"Un membro del nostro team ha assegnato contenuti in-game a un creatore senza le dovute approvazioni. I commenti e la condotta successiva non rispecchiano i valori fondamentali di Dead by Daylight. Avremmo dovuto ascoltare le preoccupazioni della community invece di ignorarle."
Nonostante le scuse, molti utenti hanno accolto la dichiarazione con freddezza, definendola insufficiente e criticando la scelta di pubblicarla su un canale secondario anziché sui profili ufficiali del gioco. La questione rimane aperta e solleva dubbi significativi su come lo studio gestirà in futuro le collaborazioni esterne, in un momento in cui la fiducia dei giocatori sembra più fragile che mai. Resta da vedere se le promesse di revisione dei processi interni saranno sufficienti a ricucire uno strappo che, per molti appassionati, appare profondamente radicato nella gestione del brand.