Il panorama degli RPG spaziali si scalda in attesa di Exodus, il titolo di Archetype Studios che punta dritto al trono lasciato vacante dalla saga di Mass Effect. Con una data di uscita fissata per il 7 aprile 2027 e un nuovo trailer mozzafiato, il gioco si candida a diventare il punto di riferimento per gli amanti della fantascienza epica, promettendo di portarci tra le stelle in un'avventura dove la dilatazione temporale è la chiave di volta del gameplay.

Un cast di comprimari che ruba la scena

Se c'è un aspetto in cui Exodus sembra brillare, è la caratterizzazione dei compagni di viaggio. Il trailer ha acceso i riflettori su Salt, un cecchino formidabile appartenente a una specie di polpo super-intelligente, che combatte a bordo di un mech ibrido. A differenza dei classici eroi idealizzati, Salt spicca per il suo carattere egoista e pungente, una scelta narrativa coraggiosa che promette interazioni dinamiche e tutt'altro che banali. Al suo fianco troviamo Emrys, un essere etereo capace di manipolare l'energia, la cui natura collettiva solleva interrogativi intriganti sul modo in cui potremo relazionarci con lui durante le missioni.

Il problema dell'eroe: Jun Aslan è troppo perfetto?

Nonostante l'entusiasmo per il mondo di gioco, non mancano le perplessità. Il protagonista, Jun Aslan, appare al momento come un archetipo fin troppo classico e levigato. L'assenza di un editor dei personaggi approfondito, unita a un design che punta a un'estetica da modello di copertina, stride con l'atmosfera cupa e complessa di un universo minacciato da virus interstellari e antichi artefatti. Molti fan si chiedono se questa scelta di "curare" l'aspetto del protagonista non finisca per appiattire l'immedesimazione, privandoci di quell'imperfezione che ha reso iconico il Comandante Shepard di Mass Effect.

In conclusione, Exodus ha tutte le carte in regola per riscrivere le regole del genere RPG sci-fi, grazie a un universo profondo e a compagni di squadra memorabili. Resta da vedere se la narrazione saprà bilanciare questa estetica così patinata con una scrittura capace di graffiare e di farci sentire davvero parte di una lotta disperata per la sopravvivenza umana. L'appuntamento per il 2027 è segnato sul calendario, e non vediamo l'ora di scoprire se Jun Aslan saprà evolversi oltre la sua apparenza impeccabile.