L'attesa per l'arrivo di Keybound Brawler, il nuovo minigioco in arrivo nel Gold Saucer di Final Fantasy XIV il prossimo 28 ottobre, è stata oscurata da una crescente ondata di malcontento nella community. Il titolo, ispirato al celebre Typing of the Dead, promette di portare l'azione di Final Fantasy VII Remake nel mondo di Eorzea, ma le scelte di design di Square Enix hanno già sollevato non poche critiche tra i giocatori.
Il problema della periferica: tastiera obbligatoria?
Il cuore del problema risiede nella natura stessa del minigioco: essendo un titolo basato sulla digitazione rapida, richiede l'utilizzo di una tastiera. Questa scelta ha mandato su tutte le furie la vasta base di utenti che gioca su console. Molti avventurieri, abituati a godersi l'esperienza decennale di FFXIV esclusivamente tramite controller, vedono nell'acquisto di una periferica esterna un ostacolo ingiustificato. Nonostante si tratti di una soluzione tecnicamente semplice, la frustrazione nasce da una questione di principio: i giocatori si sentono penalizzati nell'accesso a un nuovo contenuto per il quale non hanno mai avuto bisogno di hardware aggiuntivo.
La polemica sul gender-lock dei costumi
Oltre alla questione tecnica, a infiammare gli animi è stata la gestione dei premi cosmetici. Il minigioco permetterà di ottenere i costumi iconici di Barret e Tifa, ma con una restrizione che ha sorpreso molti: i capi sono bloccati in base al genere del personaggio. Questa decisione appare come un netto passo indietro rispetto alla filosofia adottata negli ultimi anni da Square Enix, che aveva lavorato attivamente per eliminare le limitazioni di genere su molti capi di abbigliamento, dagli abiti nuziali fino ai completi da cameriera. La community, per la quale il sistema di glamour rappresenta una componente fondamentale dell'esperienza di gioco, ha espresso chiaramente il proprio dissenso sui social media e su Reddit.
Una promessa disattesa?
Molti giocatori hanno ricordato le rassicurazioni del director Naoki Yoshida, che in passato aveva promesso una maggiore apertura verso la personalizzazione libera. Vedere di nuovo un gender-lock su ricompense così attese è stato vissuto da molti come una marcia indietro inspiegabile, specialmente in un titolo che fa della libertà espressiva uno dei suoi pilastri principali.
In conclusione, mentre l'entusiasmo per la collaborazione tra le due leggendarie serie di Square Enix rimane alto, Square Enix si trova ora a dover gestire una crisi di comunicazione inaspettata. Sarà interessante vedere se gli sviluppatori decideranno di ascoltare il feedback della community, magari rimuovendo le restrizioni sui costumi o introducendo opzioni di accessibilità per chi gioca su console, ristabilendo così l'armonia in vista del lancio ufficiale del 28 ottobre.