Nonostante le previsioni catastrofiche sulla scomparsa definitiva del supporto fisico, il mercato dei videogiochi dimostra una resilienza inaspettata. Un nuovo e approfondito studio condotto da Newzoo su un campione di 6.000 "premium gamer" rivela che, contrariamente alle tendenze puramente digitali, il possesso di copie fisiche rimane una componente fondamentale dell'ecosistema videoludico moderno, rappresentando oltre il 30% dei titoli acquistati per console.
Il supporto fisico non muore: i dati parlano chiaro
L'indagine, che ha coinvolto giocatori tra i 18 e i 55 anni residenti in mercati chiave come Stati Uniti, Regno Unito e Germania, evidenzia una distinzione netta tra le abitudini di consumo. Sebbene il modello free-to-play domini la scena con il 38% del tempo di gioco complessivo, quando si parla di titoli acquistati individualmente, la copia fisica mantiene una quota di mercato significativa. Nello specifico, per quanto riguarda le console, il 30,4% dei giochi posseduti dai giocatori intervistati è in formato fisico, smentendo l'idea che il digitale abbia già conquistato ogni centimetro del settore.
Perché i giocatori scelgono ancora il disco?
La ricerca analizza anche le motivazioni dietro questa preferenza. Mentre il digitale vince sul piano della comodità immediata e dell'accessibilità, i collezionisti e gli appassionati continuano a prediligere il formato fisico per ragioni che vanno oltre la semplice utilità:
- Valore collezionistico: il piacere di possedere fisicamente la propria libreria.
- Proprietà tangibile: la sicurezza di non dipendere esclusivamente da licenze digitali che potrebbero essere revocate.
- Mercato dell'usato: la possibilità di rivendere o scambiare i titoli, una libertà che il modello puramente digitale tende a limitare.
- Nostalgia e conservazione: il desiderio di preservare il software nel tempo, lontano dai rischi di chiusura dei server.
Il dibattito è particolarmente acceso in seguito alla decisione di colossi come Sony di ridurre drasticamente il supporto ai supporti fisici. Se da un lato figure storiche dell'industria vedono in questa transizione un'evoluzione economicamente necessaria, dall'altro la reazione del pubblico e di figure di spicco come Hideo Kojima testimonia un legame affettivo e pratico con il disco che difficilmente si spezzerà nel breve termine.
In conclusione, i dati di Newzoo confermano che il mercato è più variegato di quanto sembri. Il formato fisico, pur non essendo più il protagonista indiscusso, rimane un pilastro essenziale per milioni di videogiocatori. Il futuro sarà probabilmente ibrido, ma finché esisterà una fetta di pubblico pronta a premiare il possesso reale, il disco continuerà a far parte integrante della nostra passione.