Sviluppare un videogioco è un'impresa titanica, ma per Jordan Thomas, mente creativa dietro capolavori come BioShock 2 e il celebre livello Shalebridge Cradle di Thief: Deadly Shadows, è stata una vera e propria sfida di resistenza. Durante il complesso periodo di produzione di The Blackout Club, il game designer ha trovato rifugio in un'attività inaspettata: immergersi nel mondo di Path of Exile per oltre 7.000 ore.
Un rifugio tra le tenebre e i deck-builder
In una recente intervista, Thomas ha rivelato come il frenetico ritmo di sviluppo di The Blackout Club, caratterizzato da una componente narrativa live gestita in tempo reale, lo abbia spinto sull'orlo dell'esaurimento. L'unico modo per scaricare la tensione accumulata tra una sessione di regia in diretta e l'altra era dedicarsi al complesso sistema di crescita di Path of Exile. "Ero praticamente sempre sveglio", confessa Thomas, spiegando come il gioco di Grinding Gear Games sia diventato un porto sicuro dove ottimizzare build personalizzate, lontano dagli stress del design professionale.
L'eredità di un visionario
Oltre al curioso aneddoto su Path of Exile, Thomas ha ripercorso la sua carriera, parlando del suo amore per l'horror psicologico e per i titoli che sfruttano lo spazio negativo, come l'originale X-COM. La sua passione per il genere è evidente anche nel suo progetto più recente, The Killing Stone, un roguelike ispirato alle opere di Shakespeare che porta i giocatori a esplorare il XVII secolo attraverso dialoghi autentici e una meccanica di deck-building oscura e profonda.
Dagli immersive sim al futuro
Nonostante la sua fama sia legata indissolubilmente agli immersive sim, Thomas guarda oggi al futuro con una prospettiva diversa. Per lui, l'innovazione non risiede più nel seguire pedissequamente le regole di un genere, ma nel modo in cui le nuove generazioni di sviluppatori riescono a rielaborare meccaniche classiche per creare esperienze inaspettate. Dalla gestione del sonoro con Audacity per le produzioni indipendenti, fino all'amore per Baldur's Gate 3, la sua visione rimane quella di un professionista che non ha mai smesso di interrogarsi sulla natura del gioco.
La storia di Jordan Thomas è un promemoria affascinante di come anche i grandi nomi dell'industria siano, in fondo, videogiocatori appassionati che cercano nei propri titoli preferiti non solo svago, ma una forma di equilibrio mentale necessaria per continuare a creare mondi memorabili. La sua dedizione, sia come autore che come giocatore, rimane un esempio di come la passione possa trasformare le difficoltà in una fonte inesauribile di ispirazione creativa.