Mick Gordon, il leggendario compositore celebre per aver ridefinito il sound di Doom (2016), non lascia spazio a dubbi: la sua creatività non scenderà mai a patti con l'intelligenza artificiale. In un'intervista schietta e senza filtri rilasciata durante il PAX Australia, il musicista ha espresso la sua ferma opposizione verso l'uso di tecnologie generative nella composizione musicale, ribadendo che l'arte richiede un'anima che solo l'essere umano può offrire.

L'autenticità contro la copia

Conosciuto per il suo approccio sperimentale e viscerale – come l'uso di ossa umane per Killer Instinct o il campionamento di vere motoseghe per le colonne sonore di Doom – Gordon considera l'IA un limite insormontabile. Secondo il compositore, i software generativi sono condannati a inseguire il passato, poiché si basano esclusivamente su database di contenuti già creati da esseri umani.

L'IA sarà sempre un passo indietro, perché non può prevedere il futuro o creare qualcosa di realmente nuovo: è limitata dalla natura stessa dei dati su cui viene addestrata.

Il futuro tra Warhammer e il ritorno live

Nonostante le polemiche, il lavoro di Gordon continua a essere richiesto e apprezzato. I fan potranno ascoltare la sua firma inconfondibile nel prossimo Warhammer 40,000: Boltgun 2, dove ha curato la colonna sonora del boss finale, e restano in attesa del progetto cyberpunk Defect. Il compositore è convinto che il pubblico cercherà sempre quella connessione umana che una macchina non potrà mai replicare, vedendo nell'ascesa dell'IA un incentivo a riscoprire il valore delle interazioni autentiche.

Un appuntamento imperdibile per i fan

Per chi desidera vivere l'esperienza della sua musica in modo fisico e viscerale, Mick Gordon sarà l'headliner del festival RADAR 2027. Per la prima volta in assoluto, il compositore porterà sul palco le iconiche colonne sonore di Doom e Doom Eternal, eseguite dal vivo con una band al completo. Sarà l'occasione perfetta per celebrare il talento di un artista che, in un mondo sempre più digitalizzato, sceglie di puntare tutto sulla passione, sul sudore e sull'ingegno puramente umano.

In un panorama videoludico che guarda con curiosità ma anche con timore ai nuovi strumenti tecnologici, la posizione di Gordon suona come un manifesto di resistenza. La musica, così come ogni altra forma d'arte, continuerà a prosperare finché ci sarà qualcuno disposto a metterci il cuore, le mani e una visione che nessun algoritmo potrà mai eguagliare.