Un cambio di rotta inaspettato
Chiunque avvii la campagna di Modern Warfare 4 si aspetta la solita dose di adrenalina, esplosioni cinematografiche e sparatorie frenetiche in stile Fast and Furious. Eppure, il nuovo capitolo della saga targata Activision ha deciso di stupire, o forse confondere, il suo pubblico introducendo una meccanica che nessuno avrebbe mai associato a un Call of Duty: il sistema di parata. Non si tratta di un evento sporadico, ma di una costante che trasforma il ritmo del gioco in un'esperienza che ricorda pericolosamente un titolo in stile Soulslike.
Tra John Wick e il frustrante trial-and-error
Il momento più emblematico di questa svolta avviene durante la missione "Out in the Cold", dove vestiamo i panni di un Captain Price privo di armi in un nightclub di Manhattan. Qui, il gioco ci costringe a parare i colpi di energumeni per poi rispondere con pugni ben assestati. Sebbene la sequenza offra un'atmosfera à la John Wick davvero intrigante, il gioco deraglia bruscamente con lo scontro contro Makarov. In questa fase, la parata diventa obbligatoria e punitiva: sbagliare il timing significa incorrere nel game over immediato. Questo picco di difficoltà artificiosa spezza completamente il ritmo incalzante che ha reso celebre il brand, trasformando un momento epico in un ostacolo frustrante che rallenta l'avanzamento della trama.
La parata è davvero necessaria?
È lecito chiedersi se questa scelta sia dettata dall'innovazione o da una semplice corsa alle mode del momento. Se le parate funzionano egregiamente in titoli come Clair Obscur: Expedition 33, in uno sparatutto in prima persona appaiono spesso come un corpo estraneo, poco naturale e talvolta fastidioso. Call of Duty non ha bisogno di scimmiottare i giochi di ruolo d'azione per essere coinvolgente. La ricetta del successo per la serie è sempre stata chiara: una balistica solida, un level design curato nei minimi dettagli e set-piece cinematografici mozzafiato. Modern Warfare 4 eccelle in ognuno di questi comparti, rendendo l'introduzione forzata del tasto per parare non solo superflua, ma addirittura controproducente per l'esperienza complessiva. In un gioco dove l'azione dovrebbe fluire senza interruzioni, dover gestire il timing millimetrico di una parata sembra un esercizio di stile che poco ha a che fare con lo spirito bellico e frenetico del titolo. Sarebbe stato decisamente meglio concentrarsi su ciò che il franchise sa fare meglio: regalarci momenti di puro spettacolo senza complicazioni meccaniche non richieste.