Il gran finale della Survivor Trilogy arriva su Switch 2
Con il rilascio a sorpresa da parte di Aspyr, Shadow of the Tomb Raider: Definitive Edition completa finalmente la trilogia reboot su Switch 2. Dopo le avventure vissute nel 2013 e in Rise of the Tomb Raider, Lara Croft torna per chiudere il suo percorso di formazione, trasformandosi definitivamente nell'iconica esploratrice che tutti conosciamo. Questa versione include tutti i contenuti scaricabili pubblicati in precedenza, offrendo un pacchetto corposo per chiunque voglia vivere l'intera epopea della giovane archeologa.
Tra enigmi affascinanti e una Lara controversa
Il cuore pulsante del gioco rimane l'esplorazione: i puzzle ambientali sono stimolanti e la sensazione di avventura, quasi in stile Indiana Jones, è più viva che mai. Tuttavia, il titolo si distingue dai suoi predecessori per un approccio molto più votato allo stealth, che trasforma Lara in una predatrice silenziosa tra le fronde e il fango, ricordando per certi versi le meccaniche della serie Arkham. Eppure, non tutto brilla allo stesso modo. La narrazione solleva più di un dubbio: la Lara di questo capitolo appare spesso egoista e testarda, talmente concentrata sulla sua missione personale da ignorare le tragiche conseguenze delle sue azioni sulle popolazioni locali. Questo distacco emotivo rende difficile per il giocatore empatizzare con lei, un punto debole che pesa significativamente sulla riuscita complessiva della storia.
Performance tecnica su Switch 2
Sul versante tecnico, Aspyr ha svolto un lavoro solido ma non rivoluzionario. Il gioco gira a 1080p con un target di 30 fotogrammi al secondo, mantenendo una stabilità encomiabile anche nelle sequenze più concitate. Non mancano tuttavia difetti visibili, come un evidente pop-in delle texture e una distanza di visualizzazione che tradisce l'età del titolo. Sebbene manchi il supporto HDR, il colpo d'occhio rimane notevole, grazie a scenari peruviani rigogliosi e architetture antiche di grande fascino.
Verdetto finale
In definitiva, Shadow of the Tomb Raider si conferma l'episodio meno ispirato della trilogia. Nonostante il gameplay resti solido e divertente, la debolezza narrativa e il cambio di rotta nel bilanciamento tra combattimento e stealth potrebbero non soddisfare tutti i puristi. Resta comunque un acquisto consigliato per chi ha già amato i primi due capitoli e desidera completare la collezione, godendosi ancora una volta il brivido dell'esplorazione archeologica in mobilità.