Il mondo degli strategici è stato scosso nelle ultime settimane dal lancio disastroso di Total War: Shogun 2 - Complete Edition. Dopo una pioggia di critiche feroci e il ritiro immediato del titolo dagli store digitali, Creative Assembly ha finalmente deciso di uscire allo scoperto. Roger Collum, vicepresidente della divisione Total War, ha pubblicato una nota ufficiale ammettendo che il prodotto non ha rispettato gli standard qualitativi attesi, scusandosi con la community e cercando di fare chiarezza su una gestione esterna che ha lasciato tutti a bocca aperta.
Puntare il dito: la responsabilità esterna
Il cuore della polemica risiede nel fatto che questa versione, pesantemente criticata per un comparto grafico scadente e l'uso discutibile di asset upscalati tramite intelligenza artificiale, non è stata sviluppata internamente da Creative Assembly. Collum ha chiarito che il lavoro è stato affidato a terze parti, specificamente allo studio polacco Mataboo, ammettendo però una colpa grave: la mancanza di una supervisione adeguata. "Abbiamo distolto lo sguardo dallo sviluppo esterno", ha dichiarato, riconoscendo che, nonostante l'affidamento a partner terzi, il marchio Total War porta il peso del nome Creative Assembly e, di conseguenza, la responsabilità finale ricade su di loro.
Il dibattito sull'Intelligenza Artificiale
Uno degli aspetti più controversi del remaster è stato l'uso di tecniche di upscaling AI che hanno deturpato l'estetica originale di uno dei titoli più amati della saga. Collum ha colto l'occasione per ribadire la posizione dello studio: Creative Assembly si definisce una realtà basata sull'artigianalità umana. Sebbene l'azienda utilizzi strumenti tecnologici per ottimizzare processi come il debugging o la prototipazione, il vicepresidente ha smentito categoricamente l'uso dell'intelligenza artificiale generativa per la creazione di asset artistici. L'indagine interna su quanto accaduto con Shogun 2 è attualmente in corso, con l'obiettivo di garantire che in futuro nessun partner esterno superi questo limite creativo.
Verso una risoluzione
Per rimediare all'accaduto, Creative Assembly ha mobilitato un team di sviluppatori senior per collaborare con Sega e il team di sviluppo esterno, con l'intento di correggere gli errori commessi. La promessa di Collum è chiara: lo studio vuole riconquistare la fiducia dei giocatori non solo attraverso la qualità dei futuri titoli, ma dimostrando trasparenza nei momenti di crisi. La vicenda rimane un monito importante sull'importanza del controllo qualità in un'industria che corre sempre più veloce, spesso a scapito di capolavori che hanno fatto la storia del genere strategico. Sarà ora compito di Creative Assembly dimostrare, con i fatti, che il rispetto per il proprio storico catalogo rimane la priorità assoluta.