Il genere Soulslike ha definito un'era, trasformando la sfida, il mistero e la tensione in un'esperienza videoludica quasi sacra. Tuttavia, c'è un elemento che è rimasto quasi sempre escluso dalla formula di successo di FromSoftware: la visuale in prima persona. Con il recente lancio di Valor Mortis, ci troviamo di fronte a un esperimento ambizioso che cerca di portare il combattimento tattico e punitivo in una prospettiva solitamente riservata agli sparatutto. Ma funziona davvero?

Il problema della consapevolezza spaziale

La forza dei classici Soulslike risiede nella comprensione dell'ambiente circostante. In terza persona, possiamo tenere d'occhio i nemici che ci circondano, schivare con precisione e pianificare le nostre mosse. In Valor Mortis, la visuale in prima persona rende tutto più caotico. Quando un nemico occupa gran parte dello schermo, perdiamo la percezione di ciò che accade ai nostri fianchi o alle spalle. Lo sviluppatore ha cercato di ovviare a questo problema con degli indicatori di attacco, ma questa soluzione finisce per smorzare l'impatto drammatico degli scontri, rendendo palese il limite strutturale di questa scelta stilistica.

Meccaniche di combattimento e incertezze

Il sistema di combattimento soffre di una sensazione di leggerezza che mal si sposa con la pesantezza tipica del genere. Il parry, pilastro fondamentale per ogni veterano dei Soulslike, risulta frustrante a causa di problemi di profondità e timing non sempre leggibili. Inoltre, la gestione del movimento — sostituendo la classica schivata con uno scatto rapido — porta spesso a cadere in pericoli ambientali invisibili, come fiamme o precipizi, proprio perché la telecamera non permette di inquadrare contemporaneamente il nemico e il terreno di gioco.

Luci e ombre: cosa salvare

  • Gestione delle missioni: A differenza della criptica progressione dei titoli FromSoftware, il diario di gioco di Valor Mortis è una manna dal cielo per tenere traccia delle quest.
  • Versatilità dell'arsenale: La ruota delle armi permette di alternare rapidamente spade, armi da fuoco e abilità magiche, offrendo una varietà tattica notevole.
  • Il tasto Pausa: Una funzionalità che speriamo diventi uno standard universale per il genere, permettendo di gestire le sessioni di gioco con maggiore serenità.

In conclusione, Valor Mortis rappresenta un coraggioso primo passo verso un'ibridazione mai tentata prima, ma dimostra anche che la formula Soulslike deve ancora trovare la sua quadratura del cerchio in prima persona. Sebbene il titolo introduca innovazioni necessarie per l'accessibilità, il combattimento resta ancora troppo confuso per competere con i pesi massimi del genere. Il potenziale c'è, ma la strada per un'esperienza in soggettiva davvero soddisfacente è ancora tutta in salita.