L'ossessione per il completismo

SungWon Cho, noto al grande pubblico come ProZD, non è solo una star di YouTube e una voce iconica nel mondo del doppiaggio, ma è anche un giocatore che vive il gaming con una dedizione quasi viscerale. Quando Cho si immerge in un titolo PC, non si limita a giocarlo: lo studia, lo sviscera e, soprattutto, punta a completarlo al 100%. Per lui, gli achievement non sono semplici trofei digitali, ma guide preziose che lo spingono a esplorare meccaniche di gioco che altrimenti ignorerebbe, trasformando ogni sessione in una missione metodica scandita da liste di controllo su un secondo monitor.

Il calvario di Balatro e l'amore per il single player

Tra le sue esperienze più intense spicca Balatro, il roguelike di poker che ha catturato oltre 350 ore del suo tempo. Cho ammette che completare il gioco al massimo livello di difficoltà è stata un'impresa titanica, segnata da un vero e proprio scontro contro la fortuna per ottenere il raro Joker 'Obelisk'. "È stato uno dei momenti di disperazione più pura che abbia mai vissuto davanti a uno schermo", confessa ridendo, ricordando il momento virale in cui, esausto, ha finalmente raggiunto l'obiettivo tanto ambito. Questa dedizione si riflette anche nella sua preferenza netta per i titoli single player: Cho evita i multigiocatore, non solo per la difficoltà di coordinarsi con altri, ma perché preferisce esperienze narrative e strutturate che non richiedano il tempo o le dinamiche competitive di un gruppo.

La filosofia di gioco di un "disastro" digitale

Nonostante la sua carriera tech-savvy, Cho mantiene un approccio quasi amatoriale alla gestione del suo PC. Con un desktop che ospita oltre 260 file sparsi e una ferrea resistenza verso software complessi come Photoshop — preferendo di gran lunga il caro vecchio Microsoft Paint per le modifiche rapide — l'artista dimostra che non serve essere esperti di informatica per dominare i titoli più complessi. Che si tratti di Hades II, che ha divorato per 120 ore, o di piccoli classici come Nerts Online, la sua costante rimane la curiosità e la voglia di trovare un'esperienza che sia, a suo modo, nutriente per la mente.

In definitiva, il ritratto di SungWon Cho è quello di un giocatore che trova la propria felicità nella sfida solitaria. Lontano dalle pressioni del gioco online, egli trasforma ogni titolo in una celebrazione personale, dimostrando che, a prescindere dal caos sul desktop, la passione per il completismo e il piacere di una sfida ben architettata rimangono i pilastri fondamentali di un vero videogiocatore.