Un mistero lungo tre decenni
Nel mondo del retrogaming, pensavamo di aver visto tutto, ma la storia di Tales of Destiny ci dimostra che c'è sempre spazio per lo stupore. A quasi trent'anni dall'uscita originale su PlayStation 1, avvenuta nel 1997, la community ha finalmente svelato un segreto che molti ritenevano fosse solo una leggenda metropolitana: Lilith Aileron, la sorella del protagonista Stahn, è effettivamente reclutabile nel party originale.
L'impresa di un fan storico
La scoperta è stata fatta da Azekura, un veterano della community giapponese del franchise, che ha documentato un processo di reclutamento incredibilmente complesso e oscuro. Per anni, i fan avevano dato per scontato che Lilith fosse stata tagliata dal gioco finale, dato che il suo codice era presente ma inaccessibile senza l'uso di cheat. Grazie a questo ritrovamento, sappiamo che il personaggio è integrato nel gioco, sebbene il metodo per ottenerlo sia una vera e propria sfida di pazienza e precisione.
Una procedura assurda e un retroscena inaspettato
Reclutare Lilith richiede di seguire una serie di azioni molto specifiche durante l'intera avventura, tra cui:
- Evitare di raccogliere oggetti nelle case degli NPC.
- Non farsi mai rimproverare dai compagni per aver preso la strada sbagliata.
- Parlare con personaggi specifici in momenti precisi della trama.
- Acquistare un oggetto raro verso le fasi finali del gioco.
La complessità è tale che persino uno degli sviluppatori originali, Jun Toyoda, è intervenuto su X per scusarsi. Ha spiegato che, a causa delle scadenze serrate, il team non ebbe tempo di rifinire il codice, lasciando nel gioco bug critici e, appunto, questa procedura di reclutamento mai completata correttamente. Paradossalmente, compiere l'impresa nella versione originale 1.0 porta al softlock del titolo, costringendo i giocatori a migrare i dati di salvataggio sulla versione successiva, la "BEST", per proseguire l'avventura.
Il fascino intramontabile dei classici
Questa scoperta ha l'atmosfera delle vecchie leggende videoludiche, ricordandoci quanto fossero misteriosi i titoli dell'era 32-bit. È raro vedere una community così dedita a un gioco dimenticato dai riflettori ufficiali per così tanto tempo. Ora, più che mai, i fan chiedono a gran voce che Bandai Namco prenda in considerazione un remake moderno di questa perla del passato. Lilith Aileron è finalmente tornata a casa, e con lei, la voglia di riscoprire un classico che ha ancora molto da raccontare.