Il mondo di The Elder Scrolls continua a regalarci sorprese, anche quando si scava negli angoli più remoti e dimenticati della sua storia. A quasi tre decenni dalla sua uscita, un misterioso Easter egg nascosto nel titolo spin-off An Elder Scrolls Legend: Battlespire è stato finalmente portato alla luce, chiudendo un capitolo che molti appassionati consideravano ormai perduto per sempre.
Il mistero di Battlespire
Pubblicato nel 1997, Battlespire rappresenta un tassello unico nella cronologia di Bethesda. A differenza dei vasti mondi aperti che hanno reso celebre la saga con Morrowind e Oblivion, questo titolo si presentava come un dungeon crawler lineare, intriso di quella complessità meccanica tipica dei primi capitoli della serie. Sviluppato sotto la guida del leggendario Julian LeFay, figura chiave definita da Todd Howard come il vero architetto delle fondamenta di Bethesda, il gioco ha celato per anni un segreto che la comunità di fan cercava di decifrare da tempo.
Come sbloccare l'Easter egg perduto
Per anni, i database come la Unofficial Elder Scrolls Pages hanno documentato l'esistenza di una misteriosa foto raffigurante alcuni membri del team di sviluppo, senza però riuscire a capire come visualizzarla all'interno del gioco. Il mistero è stato risolto grazie alla recente acquisizione, da parte del The Strong National Museum of Play, dell'archivio personale di Julian LeFay. Grazie a questa scoperta, oggi conosciamo finalmente la combinazione segreta:
- Avvia il gioco.
- Durante la sessione, tieni premuto il tasto 1 sulla tastiera.
- Digita contemporaneamente la parola spire.
Compiendo questa azione, sullo schermo apparirà una foto del team di sviluppo accompagnata dall'emblematica scritta "Battlespire rules!", un piccolo tributo goliardico che ha resistito al passare del tempo.
Un omaggio alla storia di Bethesda
Sebbene Battlespire non sia ricordato come uno dei capitoli più brillanti della saga, il suo valore storico è inestimabile. È stato l'ultimo progetto di The Elder Scrolls curato direttamente da LeFay prima della sua scomparsa, segnando la fine di un'era pionieristica per lo studio. Scoprire questo segreto dopo 29 anni non è solo una curiosità tecnica, ma un atto di amore verso un'epoca in cui i videogiochi venivano ancora costruiti con piccoli, affascinanti enigmi nascosti tra le righe di codice. È un promemoria di quanto sia profondo il legame tra i creatori di mondi e i giocatori che continuano a esplorarli con instancabile dedizione.