C’è chi sogna di cavalcare un caccia X-Wing e chi, come la stella di Dropout Vic Michaelis, ha trovato il proprio posto nella galassia lontana lontana grazie a un mix irresistibile di ironia e talento improvvisativo. La loro avventura nel mondo di Star Wars: Zero Company è una storia di passione pura, trasformando una fan che guardava L'attacco dei cloni come rito della buonanotte in una delle figure più amate dell'universo videoludico recente.

Dal comfort watch al set: l'ascesa di Runa Blask

Per Michaelis, entrare a far parte del cast di Zero Company è stato un salto nel vuoto emozionante. Nonostante l'esperienza nel mondo dell'improvvisazione e della recitazione, il debutto in un videogioco ambientato nel franchise di George Lucas ha generato una sana dose di timore reverenziale. Tuttavia, il team di Bit Reactor ha saputo valorizzare perfettamente le doti di Vic, lasciando che il carisma naturale del performer desse vita a Runa Blask, l'irriverente consulente della squadra mercenaria.

Runa non è solo una spalla comica; è il collante cinico e sagace di Zero Company. Michaelis racconta con divertimento come il termine "wizard" – l'equivalente galattico di "fantastico" – sia diventato il mantra del personaggio, pronunciato centinaia di volte durante le sessioni di registrazione. Il risultato? Un personaggio che i fan definiscono con affetto come una "sorella maggiore" così fastidiosa da volerla, letteralmente, lanciare fuori da una finestra. Un complimento, secondo Michaelis, che conferma la riuscita del tono scanzonato del gioco.

Un futuro tra librerie galattiche e comicità

Sebbene Runa sia un personaggio intoccabile, protetto all'interno del quartier generale, Michaelis riflette sul legame emotivo che i giocatori sviluppano con le proprie squadre. Mentre i mercenari affrontano la morte permanente, Runa osserva, consiglia e sogna. Ma quali sono i desideri di Vic Michaelis, se potessero vivere davvero in questo universo?

L'aspirazione è ben lontana dalle epiche battaglie tra Jedi e Sith. Michaelis sogna una vita più tranquilla: "Vorrei essere il proprietario di una piccola attività", confessa, immaginando una serie TV in cui un libraio cerca di organizzare una serata di stand-up comedy, trovandosi però invischiato in assurde trame politiche interplanetarie a causa della burocrazia locale. Una premessa brillante che trasforma la quotidianità di un cittadino qualunque in una potenziale avventura galattica. Se Star Trek ha saputo esplorare i toni della sit-com animata, forse è tempo che anche Star Wars apra le porte a storie più intime e quotidiane. Disney, la palla passa a voi.