Jeff Kaplan, figura iconica e storico volto di Overwatch, ha recentemente svelato il suo rapporto attuale con il celebre hero shooter di Blizzard. A distanza di anni dal suo addio alla software house, il leggendario director ha spiegato di aver tagliato ogni ponte con il gioco, preferendo una separazione netta per preservare il proprio benessere e guardare al futuro.
L'esperienza di World of Warcraft come lezione di vita
L'addio di Kaplan a Blizzard nel 2021 non è stato un fulmine a ciel sereno, ma il risultato di una consapevolezza maturata nel tempo. Il game designer ha rivelato che la sua precedente esperienza con World of Warcraft, lasciata nel 2008, è stata una sorta di addestramento emotivo. All'epoca, Kaplan viveva in simbiosi con il MMORPG, lavorandoci e giocandoci costantemente, tanto da subire un vero e proprio shock emotivo nel momento in cui ha dovuto staccarsene. Questa volta, invece, ha scelto un approccio diverso.
Ho gestito la separazione in modo quasi clinico, consapevole di ciò che avevo già vissuto in passato. Non ho più toccato Overwatch dal giorno in cui ho lasciato l'azienda.
Nessun rimpianto, solo un nuovo capitolo
Per proteggere la propria serenità, Kaplan ha adottato misure drastiche, evitando accuratamente di leggere forum, guardare video su YouTube o cercare notizie sul gioco che ha contribuito a creare. Il motivo è semplice: non vuole diventare come lo Zio Rico di Napoleon Dynamite, il personaggio ossessionato dai successi del passato.
Sebbene provi ancora un immenso orgoglio per quanto realizzato insieme al team di Blizzard e per la qualità cinematografica raggiunta dal franchise, Kaplan sottolinea che Overwatch appartiene ormai ai giocatori e ai nuovi sviluppatori. La sua priorità oggi è concentrarsi su nuove sfide professionali, lasciando il passato alle spalle con estrema lucidità.
Questa scelta, per quanto possa sembrare radicale ai fan che lo considerano ancora il volto del gioco, rappresenta per Kaplan una forma di rispetto verso il lavoro del team attuale. Concludendo la sua riflessione, l'ex director ribadisce di essere in pace con se stesso, pronto a dedicarsi esclusivamente ai progetti che occupano il suo presente e il suo futuro professionale.